lunedì 28 maggio 2012

Zuppa di lenticchie rosse con limone


                       Un cibo che evoca le feste


Le lenticchie rosse - alimento simbolo delle feste ma anche dei mesi invernali - sono un cibo ideale per numerose ragioni: innanzitutto, come tutti i legumi, sono ricchissime di proteine vegetali e costituiscono, quindi, un’alternativa agli alimenti proteici di origine animale, spesso ricchi di grassi saturi e colesterolo. Inoltre, le lenticchie, proprio grazie alla loro composizione bilanciata di carboidrati, fibre e proteine, aiutano a tenere sotto controllo la glicemia nel sangue e quindi l’insulina, che serve appunto a metabolizzare gli zuccheri: quest’ormone, se presente in eccessive quantità, causa accumulo di adipe e predispone a stati infiammatori e diabete.

Molto diffuse in Medio Oriente, le “ lenticchie rosse”, note anche come “lenticchieegiziane”, trovano un ampio impiego anche nei piatti della cucina italiana. Di piccole dimensioni, si trovano in commercio prevalentemente secche. Costituiscono un’ottima alternativa alla carne, perché ricche di proteine vegetali (20-22%) interamente assimilabili dall’organismo e sono facilmente digeribili. In più, hanno circa il 45-50% di carboidrati complessi, buone quantità di fibre (circa 12-14 g per 100 g di prodotto secco) che regolano l’intestino, e contengono micronutrienti (ferro, fosforo, potassio e vitamine del gruppo B) che sono un ottimo “carburante” metabolico. Le calorie sono circa 300 g per 100 g di prodotto.

Le lenticchie rosse presentano anche molti vantaggi “culinari”: si cuociono in fretta, di norma non richiedono ammollo e sono molto versatili, prestandosi a essere usate (con verdure o cereali) per numerosi piatti graditi ai anche ai più piccoli, come creme, vellutate e crocchette. Si trovano in commercio quasi sempre “decorticate”, ovvero prive della cuticola esterna, la parte più ricca di cellulosa. In questo modo sono più digeribili e non causano fermentazioni intestinali.

Tra le molte virtù delle lenticchie rosse c'è il fatto che contengono pochissimi grassi (tra l’altro insaturi, cioè quelli buoni ricchi di Omega 3) e che sono totalmente prive di colesterolo. Sono perciò più che adatte per una dieta bilanciata per tutti, ma in particolar modo per i bambini a rischio sovrappeso.


mercoledì 23 maggio 2012

Esperinza canadese in Italia



Poutine



è il piatto nazionale canadese patatine fritte, formaggio cagliato e salsa . La combinazione di consistenze e sapori immersi in un sugo saporito è il cibo di conforto per eccellenza, ideale dopo una giornata di snowboard in -47 ° C quando il corpo è in pieno desiderio di calorie. Alcune persone usano la mozzarella ma semplicemente non ha la giusta consistenza, è troppo morbida e filante e manca la consistenza della cagliata cheddar fresca che resiste al sugo e al calore delle chip il problema è che non si trova da noi!!.

A differenza in Canada si trova in tutti i supermercati, così mi sono guardata intorno sul web per vedere se lo potevo fare. Ho scoperto che è un po' più complicato che fare il paneer - il solo formaggio che avessi mai fatto - sembrava una sfida e sono sempre felice di essere in cucina ad imparare qualcosa di nuovo. Quando ho trovato il caglio mi è parso che non c'era più ostacolo per questa sfida.

La prima fase è stato quella di coagulare il latte con il mio caglio acquistato online. Quando si fa il paneer, come probabilmente sapete, si aggiunge qualcosa acido al latte ed il latte si coagula in piccole particelle che poi si uniscono quando lo porto fuori a rapprendersi in una mussola. La prima cosa che ho notato con il caglio che si era formato in un unico grumo enorme, come una ciotola di tofu morbido. Per ottenere il formaggio ho tagliato prima la cagliata poi riscaldato molto gradualmente - 8 gradi sopra 30-40 minuti, e per questo occorre un termometro. Questo processo di riscaldamento serve per spremere il siero dalla cagliata.,una volta filtrato il formaggio si inizia a salare e premere affinché il formaggio si compatti , ed pronto!!

Il poutine era una delizia per i miei cugini canadesi,per questo ora volevo riuscire nell'impresa..... la cagliata da un tocco morbido sui denti prima del croccante delle patatine. Anche il sugo di carne ( di vitello tradizionalmente) non è una delusione, per me che non lo amo!!

Per persona:
1 patata da forno
Cagliata di formaggio 75gr
100-150ml sugo


Metodo
Taglia la patata a 1 centimetro di spessore, io ho lasciato le bucce, poi le ho lavate e asciugate.
Scaldate l'olio a 120C poi friggere le patatine per 7-8 minuti finché sono tenere e cotte.
Togliere dall'olio poi riscaldare a 190C prima di aggiungere le patatine, cuocere fino a doratura - circa 3-4 minuti.Infine servire in ciotole con la cagliata sbriciolata e il sugo di carne bollente sopra.

Dopo aver fatto il poutine mi era rimasta della cagliata..... allora telefonata alla a zia Italia per vedere cosa altro si può fare con essa........formaggio fritto, in particolare grumi di formaggio fritti.
Mi piacciono le ricette di zia sono una sua grande sostenitrice per il suo modo di miscelare cucina italiana e canadese... L'idea mia è solo di far si che la panatura sia piccante. La cagliata resiste bene al calore e da  pepite croccanti per un delizioso masticare. Un'altra vittoria!!!.

Cagliata di formaggio:

Rende circa 350gr

1,5 litri di latte interoil latte intero è importante altro latte scremato non si coagula correttamente
2 cucchiai di yogurt intero
1/4 di cucchiaio di caglio in 2 cucchiai di di acqua
1/2 cucchiaino di sale.

Metodo
Scaldare il latte a 20 ° C poi aggiungere lo yogurt e lasciar riposare per un'ora. Questo riduce l'acidità (che a mio avviso aiuta con l'impostazione) e aggiunge un certo sapore.Scaldare il latte a 30 ° C quindi aggiungere il caglio e lasciare riposare, dovrebbe essere abbastanza solido entro 15 - 30 minuti.Ora avete bisogno di tagliare la cagliata, ho usato una spatola e ho tagliato in quadratini di 1.5 cm di lato.
La fase successiva è la più particolare, è necessario riscaldare gradatamente il latte a 40 ° C nel corso di 30-40 minuti, mescolando ogni tanto con la mano. Anche usando la più bassa fiamma piccola del gas la temperatura aumenta ancora più rapidamente di quanto richiesto così ho messo il pentolino in una pentola più grande di acqua per rallentare il riscaldamento.
Una volta che sei a 40 ° C, la cagliata di latte, saranno adeguatamente separate in modo che con un mestolo ho tolto gran parte del siero di latte (corre voce che fa un bel subsituture latticello, poi ho scolato la cagliata attraverso la mussola e lasciato scolare sul lavandino per mezz'ora.Cospargere con il sale e mescolare il tutto e la cagliata è pronta all'uso.


Formaggio fritto :

1 uovo
50gr di farina
1/4 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 piz.di timo secco
1/4 cucchiaino di aglio in polvere
1/4 cucchiaino di pepe bianco
1/2 cucchiaino di sale
3 cucchiai di latte
Farina qb

Metodo

Fare l'impasto con tutti gli ingredienti ,tranne la cagliata poi aggiungere la cagliata (rotta in piccoli pezzi) e far aderire un cappotto di pasta come dice la zia. Prendere la cagliata a pezzi e passare bene nella farina poi sistemate su un piatto e mettete in freezer per 20 minuti.Scaldate l'olio a 190C e poi friggere per 1-2 minuti fino a doratura.Godeteli con le dita e sono buoni anche freddi!!!!.

martedì 22 maggio 2012

Carelia pasties "Un pò di finland"


La cena mi ha lasciato non solo con un sacco di porri avanzati che avevo comprato per una zuppa che ho finito per usare in un soufflé salato di porri. Sono avanzati ( rape lessate e schiacciate e patate; neeps e tatties sono gli accompagnamenti tradizionali per haggis !!! La cena era finlandese:!!!) Il modo migliore per consumare queste puree vegetali, ovviamente , è quello di fare pasticci o torte salate.
Sì...., troverete queste chicche finlandesi sul mio blog.
Cosi sono nate le Carelie pasties in onore della mia amica......
Pasties della Carelia sono piccole crostate di segale (di solito) con ripieno di porridge di riso o purè di patate  anche
carota e patate, rape e patate, carote e riso, porridge orzo, ecc.
In finlandia si possono acquistare al supermercato, ma non sono così difficile da fare.
La crosta è farina  di segale semplice e acqua, il riempimento è semplice e poco costoso.
Eppure, i pasticci che ne risultano sono niente di meno che deliziosi, soprattutto  semplicemente imburrati e mangiati con una fetta di prosciutto, per esempio.


sabato 19 maggio 2012

Mari e la sua Fnlandia

Un pò sui  finlandesi...

Ho avuto nove mesi per capire qualcosa sui finlandesi perché ho ospitato una ragazza finlandese venuta a studiare in Italia:

Mari.

mercoledì 16 maggio 2012

Tenerife mi terra


Chi leggendo questo nome non pensa subito al fantastico mare e alle palme mosse da una leggera brezza calda che si susseguono su fine sabbia bianca? Nessuno. Tutti conosciamo Tenerife e la sua bellezza ma non tutti la sua magia.
Solo chi è stato sull’isola dell’eterna primavera può davvero capire l’immenso fascino dal quale si è circondati. 






 Circondata dall’Oceano Atlantico, a pochi chilometri dalla costa africana, Tenerife è la più conosciuta delle isole dell’arcipelago canario. Il suo nome molto probabilmente deriva dal Teide, il suo famosissimo vulcano, difatti Tene significherebbe montagna e ife bianco in virtù del fatto che la cima di questo alto vulcano di tanto in tanto fosse innevata. Diversi popoli sono passati da questa terra e di volta in volta l’appellativo è cambiato ma al centro di tutto c’è stato sempre il Teide con la sua neve e con il suo fuoco.
L’isola di Tenerife si è formata in seguito a numerose eruzioni vulcaniche (l’ultima delle quali il 18 novembre 1909) e in virtù di ciò è molto ripida. La formazione di quest’isola iniziò circa 50 milioni di anni fa nel profondo dei mari e pian piano è venuta fuori, insieme ad altre piccole isole, e 200.000 anni fa cominciò a sollevarsi con il Teide nel suo centro. Come una creatura marina arrivata dai più profondi abissi ha continuato a mostrarsi infinitamente belle durante il corso dei secoli fino a diventare oggi una delle mete più ambite per i vacanzieri di tutto i l mondo.

Storia di Tenerife

Nota già al tempo di romani Tenerife a quell’epoca era identificata con il nome di Nivaria (nix, nivis= neve) in riferimento alla neve che copriva il noto vulcano. È stata l’ultima isola ad essere conquistata dagli spagnoli e all’epoca era divisa in nove distretti detti menceyatos, piccoli regni dei Guanci che si arresero alla Corona di Castiglia nel dicembre del 1495. Con l’arrivo degli spagnoli gran parte della popolazione nativa dell’isola fu ridotta in schiavitù e iniziarono ad arrivare diversi immigranti spagnoli e non solo.



 Le immense foreste di pini vennero abbattute per far posto alla coltivazione di canna da zucchero seguita da quella della vite, delle banane e della cocciniglia. Nel 1797 l’isola venne attaccata dagli inglesi. Orazio Nelson arrivò a Santa Cruz de Tenerife, capitale dell’isola, il 25 luglio ma li trovò il popolo infuriato a difendere la propria libertà e fu respinto con tutta la sua truppa. Successivamente i britannici provarono un altro attacco nella regione di Puerto Santiago ma fu nuovamente respinto.
Leggenda vuole che in quell’occasione gli abitanti della Valle di Santiago fecero rotolare dei grossi massi dalle altissime scogliere di Los Gigantes e allontanarono gli inglesi. Nei secoli successivi Tenerife non fu immune da altre “visite” ma pian piano diventavano sempre più gradite poiché volte alla scoperta delle infinite bellezze che nascondeva. Il primo ad accorgersi di ciò fu Alexander von Humboldt che salì fin in cima al Teide. Dal 1890 iniziarono ad arrivare i turisti che sostavano soprattutto nella zona di Puerto de la Cruz e di Santa Cruz di Tenerife.
Nel 1936 è in questi posti che Francisco Franco progettò il suo colpo di Stato che scatenò la guerra civile spagnola. Nello stesso anno le canarie erano dominate dai nazionalisti e molti degli abitanti furono soggetti a persecuzione. Nel primo dopo guerra la miseria costrinse diversi abitanti ad emigrare, in particolare verso il Venezuela da allora in poi chiamata con affetto la “Octava isla”.
Oggi Tenerife appartiene alla Comunità Autonoma delle Isole Canarie facente parte dello Stato spagnolo e la sua capitale è Santa Cruz de Tenerife che lo è stata di tutte le canarie dal 1833 al 1927. Nel 1927 un decreto stabilì che la capitale delle canarie fosse condivisa con Las Palmas di Gran Canaria e San Cristobal de la Laguna.

Golf de Sur "montana rogia"
Ogni viaggio merita un ricordo e a Tenerife i ricordi non si dimenticano. In ogni festa e tradizione dell’Isola trovi i migliori prodotti che sembrano essere fatti apposta per te. Una bottiglia di rinomati vini, premiati nei concorsi più prestigiosi d’Europa, un buonissimo formaggio, i mojos, tipiche salse canarie, o un barattolo di miele elaborato con i fiori endemici dell’Isola, sono solo alcuni dei molti regali che porti a casa e ricordare così il tuo viaggio attraverso i sapori. Meritano un posto in valigia anche i centrini tipici, gli articoli di ceramica o le tipiche sculture in legno.